Thursday, January 28. 2010
E' vero” le tradizioni si superano”,
come afferma Giuliana Sgrena oggi (28 Gennaio 2010) a pag.10,
spesso si modificano semplicemente adattandosi ai nuovi contesti
sociali fino a diventare patrimonio di un folclore consolatorio buono
a rafforzare la retorica celebrativa. Altre volte continuano a
funzionare nei comportamenti individuali e collettivi per riemergere
nel tempo e nello spazio chiuso e circoscritto delle feste in tutta
la loro drammatica vistosità. Così il fazzoletto
scomparso nel tempo quotidiano lavorativo riemerge come velo nero di
pizzo a cingere il capo di pie donne dietro la bara del Cristo morto
in molti angoli della nostra Europa liberata dal mito della scienza e
del progresso. Due “buone ragioni” che hanno spinto a scoprire e
ad occupare oltre confine terre “selvagge ed incivili”. Dopo
l'azione militare ci pensavano poi il prete, il dottore e
l'antropologo a mettere in ordine secondo i principi dell'allora
“civiltà”. L'impedimento di un velo a rapportarsi con il
mondo di fuori potrebbe non essere maggiore di una mente piena di
sicure certezze a relazionarsi con le diversità. Così
come la dignità della donna e del suo corpo non ha bisogno del
burqa per sentirsi umiliata e messa sotto tiro quotidianamente: basta
guardare nell'intimità domestica, che riflette le dinamiche
sociali, per sentirne la drammaticità. Certamente ci si muove
più liberi senza burqa così come si cammina meglio
senza scarpe: i piedi nudi obbligano ad un appoggio più
radicato con il suolo, restituendo una postura più dinamica e
una sensibilizzazione del tatto troppo a lungo sacrificato in onore
della vista, spesso confusa con l'intero corpo.
Sunday, January 24. 2010
International convoy departed on December 6th 2009 and arrived in Gaza January 6th 2010
MISSION ACCOMPLISHED!
One month, thousands of miles, ten countries, one ship and a four flights
later, Viva Palestina has entered the besieged Gaza Strip (da www.vivapalestina.org).
Questo comunicato stampa
è una breve sintesi delle vicende del "Convoy to Gaza" inglese.
Ci riserviamo di dare un
seguito con una analisi politica più approfondita.
Quello
che va sottolineato e ribadito è che il successo del Convoy to Gaza è dovuto
alla determinazione politica di tutti/e i partecipanti.
Nessuno
tra gli organizzatori e tra i partecipanti ha mai messo in dubbio
l´obiettivo del convoglio: entrare a Gaza. Questa determinazione ha
permesso al convoglio di superare tutte le difficoltà frapposte dal governo
egiziano in combutta con quello israeliano.
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Tuesday, January 12. 2010
Le “stratificazioni giuridiche”
nell'ambito del diritto africano, sapientemente messe in luce da Ugo
Mattei nel suo illuminante testo apparso nella pagina della Cultura
(il Manifesto 12 gennaio 2010), da oggetto di ricerca si
trasformano in potente strumento di indagine capace di
evidenziare, nel groviglio delle azioni successe, il nodo del
problema, che rimbalza dall'Africa all'Europa fino al Nuovo Mondo
ripercorrendo le linee di quel triangolo di antica memoria. Rotte che
riemergono all'occorrenza, spostano la navigazione di qualche grado,
ma inalterate nella loro missione. Il nodo, nella sua forma
postmoderna, allora è un cappio che si allarga quando serve e
può stringersi fino a soffocare, ridurre al silenzio,
cancellare . In questo lavoro di scavo Mattei ripercorre con sapienza
critica una storia passata ancora motore di un triste presente: che
ad agire sia l'ignoranza razzista o l'utile idiozia.
Thursday, December 31. 2009
Come avrete gia' sentito la marcia per Gaza non e'
stata autorizzata dalle autorita' egiziane. Negli ultimi due giorni ci
sono stati un susseguirsi di incontri ed inmiziative da parte delle
delegazioni straniere che si trovano al Cairo per trovare una
soluzione. Una parziale soluzione era stata offerta ai volontari delle
42 associazioni partecipanti alla marcia che consisteva
nell'autorizzare l'entrata a Gaza a cento persone in modo tale da dare
loro la possibilita di portare aiuti umanitari alla popolazione
palestinese. Questa soluzione e' stata pero' rifiutata dopo un' accesa
assemblea che si e' conclusa a notte fonda. Il motto e' stato: o tutti
o nessuno. Oggi ci saranno altri due incontri uno al pomeriggio e uno
alla sera per definire le iniziative per la marcia di domani al Cairo.
Per ora e' solo sicuro il posto da dove partira' la marcia e l'ora. La
marcia dovrebbe partire alle ore 10 dal Ministero per gli Affari esteri
egiziano. Nella giornata di ieri c'e stata una manifestazione davanti
all'Ambasciata italiana e una delegazione composta da manifestanti
appartenenti alle associazioni italiane presenti, nella fattispecie il
Forum Palestina e l'Associazione per la Pace che gia in passato avevano
organizzato manifestazioni in sostegno al popolo palestinese, ha avuto
un incontro con l'ambasciatore italiano. Il pomeriggio c'e stata una
manifestazione davanti al Sindacato dei giornalisti con la
partecipazione di diverse centinaia di persone che hanno esposto
striscioni inneggianti alla liberta' per Gaza. Gia' nella giornata di
lunedi' ci sono state delle manifestazioni, nella fattispecie davati
alla sede dell'ONU e davanti all' ambasciata francese, che era sfociata
nella sua occupazione da parte di alcune decine di manifestanti.
Diversi sono gli attivisti in sciopero della fame per protestare contro
il divieto di marciare a Gaza.
In serata come detto prima verranno
comunicate le iniziative in occasione della marcia di domani che si
preannuncia carica di tensioni.
Edvino Ugolini
Rete Artisti
Monday, December 28. 2009
Oggetto: Il convoy to Gaza dovrebbe ripartire oggi pomeriggio
Il convoy to Gaza inglese fermo ad Aqaba dal 24 sera dovrebbe ripartire oggi pomeriggio tornando in Siria e prendendo un ferry messo a disposizione dal governo turco per arrivare a El Arish (egitto) tra 3 o 4 giorni. Questo sembra il risultato di un accordo tra il governo turco e quello egiziano, ma tutto potrebbe cambiare da un momento all'altro.
In questo tragico teatro dell'assurdo del quale imperialismo, colonialismo e sionismo scrivono e recitano l'orrendo testo, si giunge anche a queste manifestazioni di quotidiana follia.
Notizie dal Cairo confermano che la polizia egiziana sta impedendo ogni movimento agli oltre 1.000 attivisti già arrivati.
Dalla parte dei mondi offesi a Gaza - per Gaza - per la Palestina
Diana Carminati e Alfredo Tradardi Aqaba, 28 dicembre 2009 ore 13.
Saturday, December 26. 2009
Il convoglio inglese di Viva Palestina (www.vivapalestina.org), partito da Londra il 6 dicembre è giunto ad Aqaba il 24 pomeriggio. All'una di notte del 25 dicembre il convoglio doveva imbarcarsi per Nuweiba ma le autorità egiziane hanno fatto sapere che non avrebbero permesso lo sbarco.
Verso le 19.00 si è tenuto un incontro al consolato egiziano di Aqaba presenti il console egiziano, il capitano del ferry, un qualcuno forse dei servizi di sicurezza egiziani, George Galloway e altri tre rappresentanti del convoglio. Incontro molto teso secondo il successivo rapporto di Galloway.
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Monday, December 14. 2009
L'ho visto ieri (Domenica
13 dicembre 2009) al tg 2 della sera: gli occhi in cerca di
telecamere a cui restituire un volto insanguinato con una smorfia di
dolore immagine buona per i più fedeli al culto della sua
persona, più che personalità, così come ai più
critici di quello stesso culto. Il re nudo è stato colpito e
ora ferito materialmente. Denudato più dalle denunce di due
donne ( la moglie e una escort) che non dalle stesse sentenze, visto
che per ciascuna di queste ultime c'è stato un antidoto ad hoc
che ha portato tutto in prescrizione, il premier ha però
dovuto fare i conti con un popolo sceso in piazza a chiederne le
dimissioni. Non i soliti comunisti rossi ma una folla oceanica che ha
tinto di viola le strade della capitale. E poi le dichiarazioni di
Spatuzza, tutte da dimostrare si, che ci hanno riportato al lontano
1993, ad un imprenditore troppo rampante tanto da voler scendere in
politica per restaurare l'Italia e soprattutto la sua Costituzione.
Il suo stalliere Mangano affiliato a Cosa Nostra combinazione o
qualcosa di più? Tutto da dimostrare, verificare con le armi
dell'astuzia e del diritto e con i tempi dei processi elastici in
base ai reati e agli imputati.
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