L'ho visto ieri (Domenica
13 dicembre 2009) al tg 2 della sera: gli occhi in cerca di
telecamere a cui restituire un volto insanguinato con una smorfia di
dolore immagine buona per i più fedeli al culto della sua
persona, più che personalità, così come ai più
critici di quello stesso culto. Il re nudo è stato colpito e
ora ferito materialmente. Denudato più dalle denunce di due
donne ( la moglie e una escort) che non dalle stesse sentenze, visto
che per ciascuna di queste ultime c'è stato un antidoto ad hoc
che ha portato tutto in prescrizione, il premier ha però
dovuto fare i conti con un popolo sceso in piazza a chiederne le
dimissioni. Non i soliti comunisti rossi ma una folla oceanica che ha
tinto di viola le strade della capitale. E poi le dichiarazioni di
Spatuzza, tutte da dimostrare si, che ci hanno riportato al lontano
1993, ad un imprenditore troppo rampante tanto da voler scendere in
politica per restaurare l'Italia e soprattutto la sua Costituzione.
Il suo stalliere Mangano affiliato a Cosa Nostra combinazione o
qualcosa di più? Tutto da dimostrare, verificare con le armi
dell'astuzia e del diritto e con i tempi dei processi elastici in
base ai reati e agli imputati.
Subito le colpe
dell'aggressione si volevano far ricadere sui “violenti
antagonisti”, quelli che non si arrendono e scendono in piazza a
commemorare una violenza più drammatica come la strage di
Piazza Fontana, ancora avvolta dal mistero come tutti i fattacci
della nostra storia. Era il vice sindaco di Milano che puntava il
dito contro quei dimostranti. E anche quando il colpevole è
stato individuato in un soggetto psicolabile si cercava la mano che
lo aveva armato, mano sapiente che manovra da fuori le debolezze
altrui. Oltre a Travaglio e a Santoro non si è risparmiato
neanche l'On. Casini tanto da far passare l'idea che chi non sta con
Berlusconi è un possibile animatore di violenza se non
addirittura mandante. La follia depressiva dell'autore del lancio
dell'oggetto contundente (un duomo in miniatura ma duro come un
sasso) ha fatto centro nel suo gioco al tiro al bersaglio, un atto
ludico e distruttivo al tempo stesso senza alcuna finalità
politica. Eppure questo psicolabile ha giocato a favore della sua
vittima, ferendolo, ne ha accresciuto la “sacralità”, la
“potenza”, la “bontà”, da intendere queste doti solo
immaginarie ossia relative all'immagine e non all'uomo. Certamente ha
sporcato il volto tirato a nuovo di un premier rifatto fino ai
capelli mettendone a nudo la sua concretezza e chissà forse
anche un'umanità che fino ad ora si era poco percepita se non
per i suoi vizi. Così il lancio in faccia fa scoprire al
mondo intero che anche nel “super uomo semi dio”, “migliore
statista”, come si è egli stesso definito, scorre il sangue
e soprattutto fa male. Ma sangue e sacrificio sono collegati nel
martirio. Fortunatamente il nostro calendario è già
pieno di santi e martiri che un new entry
faticherebbe a trovar posto.