Saturday, June 26. 2010
Dear
sir,
We have received today
some troubling news about my father. The American forces have
surrendered him to the Iraqis. He is not to be held at Al- Tajei
detention center in Baghdad under full and complete authority by the
Iraqis. This means that they will be in charge of his health
and well being too.
The
conditions at Al-Tajei detention center are very terrible. The
detainees there do not receive any basic treatment, they are denied
family visits, calls to family members abroad, lawyer visits, and at
many instances they are even denied medicine and food. We have also
hired talk of verbal abuse from the guards. These are not isolated
cases; instead it is a continuous and fixed pattern.
Continue reading "Appello di Ziad T. AZIZ"
Thursday, May 6. 2010
Un apprezzamento va all'On. Italo bocchino per la correttezza
e il coraggio dimostrato (non succede tutti i giorni di vedere
qualcuno rinunciare ad un incarico istituzionale e non per guai
giudiziari). E' riuscito ad aprire una falla in questa coltre di
vizio e retorica che ha investito il nostro Paese. Il re, più
volte denudato in passato, ha sempre resistito vista la poca
sensibilità del maschilismo imperante nell'ambiente della
nostra politica. Certamente la comunità delle donne ci aveva
fatto caso e ne aveva fatto un caso di approfondimento. Bene, è
riuscito a colpire dove altre e altri non hanno potuto o saputo. Auguro tanta solidarietà anche da quest'altra parte della
barricata per riportare il nostro paese ad un livello più
accettabile. E poi in fondo i confini ideologici non sono muri ma
argini dai quali è possibile comunicare o addirittura arrivare anche
a stringersi una mano. Buona fortuna allora.
Thursday, April 15. 2010
1 Aprile 2010 al
Palazzo dello Sport di Niamey tutto è pronto per
l’assegnazione del premio alla stampa più meritevole, in
concorso reportage e informazione radio e tv. A dare il benvenuto un
tabellone illuminato con la scritta “L’etica e la democrazia in
favore della libertà di stampa”. Due file di poltrone
extra-large di velluto color sabbia per gli ospiti d’onore: è
attesa la nuova Ministra per la Comunicazione e la Cultura, Madame
Tacubacu, insediata dalla giunta militare con il recente colpo di
stato. Dietro file disordinate di sedie in plastica azzurra fanno
presagire una grande affluenza di pubblico. Ancora troppo presto per
fare previsioni, al momento i pochi presenti , si spostano
continuamente e sembrano non volerne sapere di accomodarsi.
Probabilmente uomini della sicurezza in abiti tradizionali,
per non destare l’attenzione, che intrecciano i corpi in laboriosi
scambi di saluti. Strette di mano, spalle contro spalle, mani alla
fronte e poi al petto, una gestualità cerimoniale complessa
che sottintende un’infinità di implicazioni relazionali. In
fondo sul lato opposto il palco per gli artisti. Dieci minuti il
tempo previsto per ciascuno . Nomi dello slam nigerino come Mamar
Sani, che concluderà con un efficace brano per solo voce.
Continue reading "Niger:libertà di stampa accompagnata dal biram"
Thursday, January 28. 2010
E' vero” le tradizioni si superano”,
come afferma Giuliana Sgrena oggi (28 Gennaio 2010) a pag.10,
spesso si modificano semplicemente adattandosi ai nuovi contesti
sociali fino a diventare patrimonio di un folclore consolatorio buono
a rafforzare la retorica celebrativa. Altre volte continuano a
funzionare nei comportamenti individuali e collettivi per riemergere
nel tempo e nello spazio chiuso e circoscritto delle feste in tutta
la loro drammatica vistosità. Così il fazzoletto
scomparso nel tempo quotidiano lavorativo riemerge come velo nero di
pizzo a cingere il capo di pie donne dietro la bara del Cristo morto
in molti angoli della nostra Europa liberata dal mito della scienza e
del progresso. Due “buone ragioni” che hanno spinto a scoprire e
ad occupare oltre confine terre “selvagge ed incivili”. Dopo
l'azione militare ci pensavano poi il prete, il dottore e
l'antropologo a mettere in ordine secondo i principi dell'allora
“civiltà”. L'impedimento di un velo a rapportarsi con il
mondo di fuori potrebbe non essere maggiore di una mente piena di
sicure certezze a relazionarsi con le diversità. Così
come la dignità della donna e del suo corpo non ha bisogno del
burqa per sentirsi umiliata e messa sotto tiro quotidianamente: basta
guardare nell'intimità domestica, che riflette le dinamiche
sociali, per sentirne la drammaticità. Certamente ci si muove
più liberi senza burqa così come si cammina meglio
senza scarpe: i piedi nudi obbligano ad un appoggio più
radicato con il suolo, restituendo una postura più dinamica e
una sensibilizzazione del tatto troppo a lungo sacrificato in onore
della vista, spesso confusa con l'intero corpo.
Sunday, January 24. 2010
International convoy departed on December 6th 2009 and arrived in Gaza January 6th 2010
MISSION ACCOMPLISHED!
One month, thousands of miles, ten countries, one ship and a four flights
later, Viva Palestina has entered the besieged Gaza Strip (da www.vivapalestina.org).
Questo comunicato stampa
è una breve sintesi delle vicende del "Convoy to Gaza" inglese.
Ci riserviamo di dare un
seguito con una analisi politica più approfondita.
Quello
che va sottolineato e ribadito è che il successo del Convoy to Gaza è dovuto
alla determinazione politica di tutti/e i partecipanti.
Nessuno
tra gli organizzatori e tra i partecipanti ha mai messo in dubbio
l´obiettivo del convoglio: entrare a Gaza. Questa determinazione ha
permesso al convoglio di superare tutte le difficoltà frapposte dal governo
egiziano in combutta con quello israeliano.
Continue reading "MISSION ACCOMPLISHED!"
Tuesday, January 12. 2010
Le “stratificazioni giuridiche”
nell'ambito del diritto africano, sapientemente messe in luce da Ugo
Mattei nel suo illuminante testo apparso nella pagina della Cultura
(il Manifesto 12 gennaio 2010), da oggetto di ricerca si
trasformano in potente strumento di indagine capace di
evidenziare, nel groviglio delle azioni successe, il nodo del
problema, che rimbalza dall'Africa all'Europa fino al Nuovo Mondo
ripercorrendo le linee di quel triangolo di antica memoria. Rotte che
riemergono all'occorrenza, spostano la navigazione di qualche grado,
ma inalterate nella loro missione. Il nodo, nella sua forma
postmoderna, allora è un cappio che si allarga quando serve e
può stringersi fino a soffocare, ridurre al silenzio,
cancellare . In questo lavoro di scavo Mattei ripercorre con sapienza
critica una storia passata ancora motore di un triste presente: che
ad agire sia l'ignoranza razzista o l'utile idiozia.
Thursday, December 31. 2009
Come avrete gia' sentito la marcia per Gaza non e'
stata autorizzata dalle autorita' egiziane. Negli ultimi due giorni ci
sono stati un susseguirsi di incontri ed inmiziative da parte delle
delegazioni straniere che si trovano al Cairo per trovare una
soluzione. Una parziale soluzione era stata offerta ai volontari delle
42 associazioni partecipanti alla marcia che consisteva
nell'autorizzare l'entrata a Gaza a cento persone in modo tale da dare
loro la possibilita di portare aiuti umanitari alla popolazione
palestinese. Questa soluzione e' stata pero' rifiutata dopo un' accesa
assemblea che si e' conclusa a notte fonda. Il motto e' stato: o tutti
o nessuno. Oggi ci saranno altri due incontri uno al pomeriggio e uno
alla sera per definire le iniziative per la marcia di domani al Cairo.
Per ora e' solo sicuro il posto da dove partira' la marcia e l'ora. La
marcia dovrebbe partire alle ore 10 dal Ministero per gli Affari esteri
egiziano. Nella giornata di ieri c'e stata una manifestazione davanti
all'Ambasciata italiana e una delegazione composta da manifestanti
appartenenti alle associazioni italiane presenti, nella fattispecie il
Forum Palestina e l'Associazione per la Pace che gia in passato avevano
organizzato manifestazioni in sostegno al popolo palestinese, ha avuto
un incontro con l'ambasciatore italiano. Il pomeriggio c'e stata una
manifestazione davanti al Sindacato dei giornalisti con la
partecipazione di diverse centinaia di persone che hanno esposto
striscioni inneggianti alla liberta' per Gaza. Gia' nella giornata di
lunedi' ci sono state delle manifestazioni, nella fattispecie davati
alla sede dell'ONU e davanti all' ambasciata francese, che era sfociata
nella sua occupazione da parte di alcune decine di manifestanti.
Diversi sono gli attivisti in sciopero della fame per protestare contro
il divieto di marciare a Gaza.
In serata come detto prima verranno
comunicate le iniziative in occasione della marcia di domani che si
preannuncia carica di tensioni.
Edvino Ugolini
Rete Artisti
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